domenica 23 settembre 2007

IL DRAGONE E LA COLOMBA - CAPITOLO 4



A palazzo Sly venne introdotto in una sala elegantemente decorata dove il suo ospite attendeva su un trono circondato da statue, arazzi e tendaggi.

- Ben arrivato, signor Tarantola. Sono lieto che abbia accettato così presto il mio invito.

Il conte Teroldego di Migliavacca era un uomo alto, azzimato, severo, molto ricco ed altrettanto pericoloso. Non aveva nemici perché ad essi era generalmente associata un’aspettativa di vita piuttosto breve.
In compenso aveva una nipote.

- Deve sapere, signor Tarantola, che mio fratello il Conte di Montedoro è morto pochi mesi fa e da allora sua figlia vive con me. Purtroppo Stella è una ragazzina assai fragile e non si è ancora ripresa dal lutto. E’ sparita due giorni fa e non abbiamo più avuto sue notizie. Non oso pensare a cosa potrebbe esserle accaduto di male, prego solo che sia ancora in vita. Sono molto affezionato a quella cara bambina: l’innata allegria dei suoi dodici anni è una benedizione in questa casa. Se sarà in grado di ritrovarla, signor Tarantola, saprò essere molto generoso con lei.

- Cinquanta monete d’oro. Dieci adesso ed il resto a lavoro compiuto.

Il conte serrò le mascelle e fremette di collera: era un compenso esorbitante per il ritrovamento di una ragazzina scomparsa! Una simile sfrontatezza non era ammissibile! Eppure…
Il volto del conte si rilassò.

- Siamo d’accordo, allora. Ma per una tale somma deve garantirmi discrezione e rapidità. Fei Ling, porta al signor Tarantola dieci monete d’oro.

Da un tendaggio in ombra emerse una giovane donna dai lineamenti orientali. Era di una bellezza sbalorditiva, ed indossava un kimono piuttosto succinto che metteva in mostra buona parte del suo corpo perfetto. Immaginare il resto non era difficile, soprattutto per Sly.
Con gesto sensuale Fei Ling scostò i lunghi capelli neri e allungò al cacciatore di taglie il sacchetto pieno di monete. Un grande tatuaggio raffigurante un serpente partiva dal collo e scendeva lungo il braccio fino al polso.
Sly afferrò la mano insieme al sacchetto e si produsse in un languido baciamano, poi si avvicinò al volto di Fei Ling e, fissando gli occhi neri e splendenti come perle, sussurrò:

- Bel tatuaggio. Ne hai altri?

- Solo uno… Vorresti sapere dove si trova?

- Sarebbe più divertente se lo scoprissi da solo, non credi?

Un nervoso colpetto di tosse spezzò il momento magico. Il conte era paonazzo dall’ira e una grossa vena pulsava sulla tempia.

- Fei Ling, puoi andare. Credo che tu abbia già fatto abbastanza qui. Le auguro fortuna nella sua ricerca, signor Tarantola. Ora, se mi vuole scusare, vi sono altre importanti questioni che richiedono la mia attenzione.

- Le riporterò la bambina sana e salva, signor conte. A presto.

Prima di andarsene, Sly strizzò velocemente l’occhiolino a Fei Ling, che ridacchiò sommessamente prima di ritirarsi nell’ombra.

“E’ già mia” pensò Sly.
Non sapeva quanto si sbagliava.
...continua!

3 commenti:

Francesca Da Sacco ha detto...

A quando il prossimo capitolo?
Mi piace, quando sembra diventare serio, arriva l'elemento comico ma senza scadere nel demenziale. Un buon equilibrio ^___-
Per chi bazzica il fantasy è facile immaginare ogni dettaglio.

Manuela Soriani ha detto...

Si, anche io mi sono presa parecchio con questo romanzo a puntate!
o^___^o

Luca Bonisoli ha detto...

Quanti complimenti!
Il prossimo capitolo potrebbe arrivare già domani...
Stay tuned!