sabato 15 maggio 2010

ERIK LARSEN E I MIEI FUMETTI


Quello che preferisco di Erik Larsen è sicuramente l'estremo dinamismo delle tavole (suo marchio di fabbrica). Ultimamente però guardo con interesse anche un altro aspetto più "tecnico": la rapidità di esecuzione. Mi spiego meglio: da quasi vent'anni tutti i mesi Larsen scrive, disegna e inchiostra un intero albo di 20 pagine + copertina (senza contare le risposte ai lettori nell'angolo della posta), quindi "fare le cose in fretta" per lui è una necessità.
Leggendo il fumetto la fretta è evidente: le trame non sono proprio raffinatissime, i disegni sono d'impatto ma non molto ricercati (un sacco di inquadrature ravvicinate, sfondi spesso assenti oppure appena abbozzati, pochissimi campi lunghi o inquadrature dall'alto...) e gli inchiostri sono proprio "buttati lì". Insomma, preso singolarmente nessuno di questi aspetti è particolarmente entusiasmante, eppure il risultato finale è piacevole (merito anche del colore, che spesso compensa il disegno, ma questa è un'altra storia). Certo, da Savage Dragon non posso aspettarmi un capolavoro alla Watchmen, però se leggo il fumetto con l'atteggiamento mentale giusto mi diverto, ed in fondo è questo che conta, no?

Ecco, anch'io con i miei fumetti (o aspiranti tali) ho sempre desiderato fare qualcosa di semplicemente divertente senza troppe pretese e anch'io purtroppo ho pochissimo tempo a disposizione, quindi penso di poter imparare un trucco o due dal buon vecchio Larsen! ^__^

La mia difficoltà maggiore per il momento è quella degli inchiostri: sono sempre stato particolarmente scarso su quel versante, quindi non li ho mai curati granchè. Solo recentemente, grazie ai consigli della solita gentilissima Michela Da Sacco, ho cominciato a fare qualche passo in avanti, ma ancora "devo farne di strada"! -__-
Intanto però ho fatto qualche esperimento, che trovate qui sotto. Se qualcuno dei (bravissimi, gentilissimi, generosissimi) fumettari che leggono queste righe ha tempo e voglia di darmi consigli, li accetto più che volentieri!


Maximum contro Captain Spear

In questo disegno ho voluto giocare un po' con luci forti, ombre nette e un solo colore (rosso) per rendere la scena più d'impatto. Sono moderatamente soddisfatto dell'effetto complessivo, un po' meno di disegni e inchiostri.


Pancho contro Brick

Qui ho provato a inchiostrare in modo molto grezzo, spigoloso e rapido, ma il risultato era orribile (non si capiva quasi nulla), quindi ho rifinito le ombre rendendo i neri più omogenei. Di conseguenza ho dovuto trattenermi con il colore e limitarmi ai toni piatti, aggiungendo l'effetto "retinato" per rendere il risultato un po' meno noioso. Mi piace l'effetto "retrò" (penso che d'ora in poi lo userò molto più spesso), ma di nuovo gli inchiostri non mi convincono.

Che ne dite? ^__^

___

PS = Il terzo episodio di Sfida Finale arriva la prossima settimana, non temete! ^__^

11 commenti:

Fumettista Esplosivo ha detto...

Non so che dirti... a me sembrano okay!

Luca Bonisoli ha detto...

WOW! Detto da te mi fa doppiamente piacere! ^__^

Fumettista Esplosivo ha detto...

La china scorre potente in te, mio giovane Padawan!

Luca Bonisoli ha detto...

Ecco perchè le mie analisi del sangue sono sempre sballate! ^__-

Michela Da Sacco ha detto...

La versione colorata vintage mi piace tantissimo, DEVI usarla ancora!!!

Riguardo gli inchiostri, pensa che io sto ancora imparando. Sono una cosa difficile, perché se li fai puliti perdi la spontaneità della matita, se li fai graffiati, a molti non piacciono...

Quello che ti posso dire io riguardo alle due immagini che hai postato è: occhio alle linee dinamiche.

Per farle ti scegli un punto di fuga fittizio che sia il "nucleo dell'esplosione". Da lì tracci una serie di linee usando un righello quando le fai a matita. Quando ripassi a inchiostro, però, devi farlo a mano libera, per integrare meglio il segno con il resto.
Le linee non devono arrivare fino al punto di fuga, quindi puoi tracciarle a partire da bordo foglio fino a "a tua discrezione". Non devono essere ingombranti, ma semplicemente sottolineare l'impatto.

Se non è chiaro, chiedi! ^_^

Luca Bonisoli ha detto...

Grazie dei consigli tecnici, Michela! ^__^
Ne approfitto per chiederti un'altra cosa:
quando disegno una prospettiva con 2 punti di fuga (es. quando disegno un edificio visto "di spigolo") a quale distanza devo posizionare i punti di fuga per evitare deformazioni troppo intense in primo piano? E nella prospettiva con 3 punti di fuga?

Michela Da Sacco ha detto...

Più vicini sono i punti di fuga, più accentuata viene la prospettiva, prova ad allontanarne almeno uno e il risultato sarà più morbido.

Il 3 o punto di fuga di cui parli sarebbe quello che a volte si può usare per le altezze?

Luca Bonisoli ha detto...

Sì, il 3° p.d.f. è proprio quello.
Usi un criterio particolare per decidere a quale distanza posizionare i p.d.f. o vai a occhio?
Grazie... ^__^

Claudio Cerri ha detto...

Purtroppo anche io devo sempre fare i conti con il tempo...Effettivamente negli anni si impara il metodo giusto per essere veloci... ed ognuno ha il suo, intendo, è molto personale la cosa...

Michela Da Sacco ha detto...

Più lontani sono i PdF più l'effetto è normale.
Se li avvicini rendi tutto più deformato ed extreme!
Poi è ovvio trovare un compromesso con il formato in cui lavori. ;)

Luca Bonisoli ha detto...

Grazie mille! ^__^