domenica 9 novembre 2008

ASSO DI COPPE - CAPITOLO 13

Disegno di Manuela Soriani; colori di Luca Bonisoli

Passarono un paio di settimane. Molto lontano dalla villa di Bovinara una giovane nobildonna stava godendosi il fresco del mattino a passeggio nel bosco privato del suo fidanzato, che presto sarebbe sicuramente diventato marito. Era compiaciuta di quel risultato: sebbene le ricchezze non mancassero nemmeno a lei, il matrimonio con un nobile le avrebbe permesso senza dubbio una vita più lussuosa. E lei adorava il lusso. La situazione precedente non sarebbe stata che un vago ricordo spiacevole perso nelle nebbie del passato.
Come se qualcuno le avesse letto nel pensiero, una voce alle sue spalle commentò:

- Non male, vero? Certamente è molto meglio della vita con un piccolo gioielliere truffatore di provincia.

La nobildonna si voltò di scatto, trovandosi a fronteggiare lo sguardo gelido di Sly.

- Ci è voluto un po’ di tempo, ma alla fine ti ho trovata. Avevi fatto tutto da sola, vero? Lucinda di Bovinara, Esmeralda, il mendicante che dormiva nel fienile, il fantomatico straniero venuto dal nulla a riscuotere il denaro truffato… Eri sempre tu, dico bene?

- N-non so di cosa stia parlando…

- Certo che sai di cosa sto parlando: sto parlando di questa!

E il cacciatore estrasse dalla tasca una pietra annerita con incisa la runa Laguz.
La donna impallidì.

- Devo ammettere che è stata una fortuna trovarla in mezzo alle rovine della villa di Bovinara, ma poi è stato tutto chiaro. Laguz non è solo la runa dell’acqua, ma anche quella del cambiamento, del mutamento, o se vogliamo usare un altro termine… della metamorfosi! Questa è una pietra magica, una di quelle che usi per cambiare aspetto a tuo piacimento, vero?

Il volto della donna si torse in un ghigno malvagio.

- Devo ammettere che sei sveglio, cacciatore. Credevo che nessuno ci sarebbe arrivato.

- C’è una cosa che non ho capito: chi era la donna che hai lasciato bruciare nell’incendio della villa?

La donna fece un gesto con la mano, come se la cosa avesse poca importanza.

- Oh, era la vera Lucinda di Bovinara. L’ho tenuta rinchiusa in cantina per qualche settimana mentre mi sostituivo a lei.

Un brivido percorse la schiena del cacciatore di taglie: una simile freddezza di fronte al delitto era mostruosa! La partita andava chiusa subito.

- Bene, ora devo consegnarti alle autorità. Non costringermi ad usare la forza…
La donna sbottò in una risata divertita.

- Non così in fretta, cacciatore! Davvero pensi che io sia così sprovveduta da accettare passivamente la cattura? DAVVERO CREDI CHE IO NON SIA PREPARATA PER UNA SIMILE EVENIENZA?

Nel pronunciare le ultime parole il corpo della donna prese a mutare ingigantendosi e ricoprendosi di scaglie, mentre corna, zanne e artigli crescevano e due grandi ali membranose si dispiegavano minacciose.

“Un drago! -pensò Sly terrorizzato sguainando la spada- Come diamine si affronta un drago?”

A miglia di distanza, nel suo studio, Maia si sentì assalire dall’angoscia. Percepiva che Sly era in pericolo, e che lei doveva fare qualcosa.
...continua!

2 commenti:

Manuela Soriani ha detto...

Ciao Baby!!!

Siamo arrivati alle mie illustrazioni, happy!!!

Sono curiosa di vederle tutte!!!
^___^

Luca Bonisoli ha detto...

Stanno venendo bene!
Chiudiamo in bellezza! ^__^