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martedì 14 dicembre 2010

314 - 311


Peccato.
Per un po' ci avevo sperato davvero.

giovedì 4 marzo 2010

MASOCHISMO PATOLOGICO


Cito da un articolo del sito internet del Corriere della Sera sul pasticcio delle liste elettorali:
"...nel Pd si intravedono sprazzi di disponibilità per discutere insieme alla maggioranza sia di una norma che metta una toppa al pasticcio amministrativo sia di uno slittamento delle elezioni (ipotesi che avrebbe avanzato Violante anche se poi ha smentito). Sprazzi che persino Di Pietro pare confermare e che hanno un corollario: votare subito anche a Bologna".

Perfetto: i dirigenti del centrosinistra stanno rinunciando alla Regione Lombardia e la Regione Lazio (in cui in condizioni normali non vincerebbero mai) in cambio del Comune di Bologna (in cui comunque vincerebbero di sicuro).

Qualcuno per favore gli insegni che a Monopoli non si cede Parco della Vittoria in cambio di Vicolo Stretto...

giovedì 25 febbraio 2010

L'ENNESIMA BEFFA


Sono amareggiato.

Per una volta avevo sperato davvero che si riuscisse a condannare un corrotto, invece anche questa volta il colpevole l'ha fatta franca.
Naturalmente sto parlando della vicenda giudiziaria dell'avvocato David Mills, che si è conclusa proprio oggi con un esito che definire beffardo è riduttivo.

La vicenda in estrema sintesi:

- Una decina di anni fa l'avvocato inglese David Mills ha ricevuto denaro da Berlusconi per tacere una parte compromettente della verità in un processo a carico di Berlusconi stesso. Questa è corruzione giudiziaria.
- Non ruscendo a giustificare quei soldi nella dichiarazione dei redditi, Mills ha scritto al suo commercialista spiegandogli la situazione.
- Il commercialista non ha coperto il suo cliente, anzi ha portato la lettera ai magistrati e lo ha denunciato.
- Da qui è partito il processo (in Italia), il cui esito nel merito è sempre stato scontato, perché Mills ha praticamente lasciato scritto nero su bianco di essere stato corrotto da Berlusconi.

Ma in Italia, si sa, può accadere di tutto, e infatti la Corte di Cassazione (ultimo grado di giudizio, dopo il quale la sentenza diventa definitiva) ha stabilito che la corruzione è avvenuta quando i soldi sono stati messi a disposizione di Mills (novembre 1999), non quando Mills li ha ritirati (febbraio 2000). Questo dettaglio, apparentemente insignificante, ha in realtà un'importanza enorme, perché la corruzione giudiziaria in Italia si prescrive dopo 10 anni. Ne consegue che la Corte, stabilendo che la corruzione è avvenuta nel novembre 1999, ha stabilito anche che il reato è "scaduto" nel novembre 2009, cioè tre mesi fa.

Se la Cassazione avesse invece stabilito che il reato era stato commesso nel febbraio 2000, allora non sarebbe ancora prescritto, perché siamo in febbraio 2010

Alla fine il risultato è che Mills rimane colpevole di corruzione, e su questo non mi risulta che ci sia alcun dubbio, ma non sarà punito perché l'ultima sentenza è arrivata tre mesi troppo tardi (su un totale di 10 anni).

Ora la domanda nasce spontanea:
è mai possibile che in Italia non si riesca a condannare un corrotto nemmeno se lui stesso lo mette per iscritto???

mercoledì 23 settembre 2009

NUOVO TENTATIVO DI BAVAGLIO ALLA RETE


Fonte: internet. Copyright degli aventi diritto.

Ci stanno riprovando.
Cos'è, la quarta volta? La quinta?

Dopo Levi, Maroni, Carlucci e forse altri che non ricordo, questa volta è l'onorevole (onorevole?) Gaetano Pecorella, avvocato di Berlusconi nonchè tra gli autori del Lodo Schifani e della Legge Pecorella (giudicate entrambe incostituzionali dalla Corte Costituzionale) ad aver presentato un nuovo disegno di legge per bloccare la libertà di espressione su internet.

I dettagli li trovate spiegati molto bene sul sito di Byoblu e sul sito di Punto Informatico, ma in sintesi il meccanismo è sempre lo stesso: introdurre una definizione (siti internet "aventi natura editorale") talmente vaga da risultare quasi onnicomprensiva, con il probabile effetto di paragonare tutti i siti in cui sono divulgate informazioni o espresse opinioni personali a vere e proprie testate giornalistiche.

Ne conseguirebbero tutti i relativi obblighi (nominare un Direttore Responsable iscritto all'Ordine dei Giornalisti, scrivere il sito al Registro degli Operatori di Comunicazione, ecc...) oneri (pagare il Direttore Responsabile, pagare i diritti di iscrizione al R.O.C., ecc...) e rischi (reato di diffamazione a mezzo stampa per le opinioni espresse nel blog, ecc...).
Naturalmente i blog personali non sono esplicitamente esclusi da questa normativa.

Tecnicamente ciò si realizzerebbe attraverso una manciata di modifiche al codice penale e ad una legge sulla stampa risalente addirittura al 1948 (quando persino il telefono era un oggetto di lusso) e punirebbero i trasgressori con anni di carcere e multe milionarie.

...tutto questo mentre invece in Germania nasce il Manifesto del Giornalismo Web...

Sto iniziando a pensare seriamente di partecipare alla manifestazione sulla libertà di stampa indetta dalla FNSI a Roma il prossimo sabato 3 ottobre 2009...

Intanto chi vuole può rilanciare sul suo blog questa notizia ed eventualmente inviare un messaggio direttamente al "nostro dipendente" (come direbbe Beppe Grillo) Gaetano Pecorella.

martedì 15 settembre 2009

L'ANGOLO SERIO - CASA DOLCE CASA

A meno di 6 mesi dal sisma che ha colpito l'Abruzzo, l'autoproclamato premier migliore degli ultimi 150 anni ha consegnato oggi le prime case agli sfollati. ''Era una promessa ardita -ha dichiarato Berlusconi- ma l'abbiamo mantenuta''.

Stasera Porta a Porta manderà in onda su Rai1 uno speciale sull'argomento, dove non si mancherà di mettere nella "giusta" luce l'avvenimento, complice anche la totale assenza di trasmissioni concorrenti (Ballarò su Rai3 e Matrix su Canale5), spazzate via dal palinsesto in modo talmente repentino da rimanere sbalorditi.

Voglio essere ottimista: contrariamente a quanto insinuato da certa stampa, voglio credere che questa sera Porta a Porta non sarà un gigantesco "spot" per il Governo. Anzi voglio credere che Bruno Vespa, da grande giornalista qual è, condurrà la trasmissione in modo equilibrato ed imparziale, e che non mancherà di riportare tra gli altri anche i seguenti dati:

- Le case riconsegnate oggi sono provvisorie, non definitive;

- Le case riconsegnate oggi ospiteranno 200 abruzzesi su un totale di 30.000 sfollati, pari ad appena lo 0,7% dei senza-casa;

- Le case consegnate oggi non sono state costruite con i finanziamenti del Governo (quelle non sono ancora pronte), ma con i finanziamenti della Provincia autonoma di Trento e della Croce Rossa.

In conclusione, voglio credere che Bruno Vespa non permetterà che passi il messaggio che il Governo in meno di sei mesi ha ridato una casa a tutti gli abruzzesi colpiti dal sisma, perchè non solo le case consegnate oggi sono pochissime rispetto alle necesstà, ma non sono neppure merito del Governo!

Insomma, sarebbe come sbandierare ai quattro venti di aver fatto un miracolo quando non solo non c'è nessun miracolo, ma quel poco che c'è l'ha pure fatto qualcun altro... e questo il premier migliore degli ultimi 150 anni non lo farebbe mai...

...o no?

martedì 14 luglio 2009

venerdì 12 giugno 2009

L'ANGOLO SERIO - UN BRUTTO GIORNO PER LA DEMOCRAZIA

Ieri è stato approvato il disegno di legge Alfano, che di fatto rende quasi impossibili le intercettazioni telefoniche e colpisce gravemente la libertà di informazione. Non mi soffermo sui contenuti della norma, che potete trovare su diversi quotidiani online (ad esempio qui, qui, qui e qui). Per farvi un'idea, comunque, più sotto potete trovare un articolo tratto dal sito di Repubblica che mostra quanti dei maggiori scandali degli ultimi anni non avremmo mai conosciuto se questa legge fosse già stata in vigore.
Come cittadino non posso che essere scandalizzato, deluso, sconcertato e preoccupto per questa norma, pericolosa e incostituzionale, poichè è il più grande regalo ai criminali di cui abbia memoria, in quanto amplierà largamente le sacche di impunità già oggi esistenti, rendendo la nostra martoriata giustizia ancora più farraginosa. Per quanto mi riguarda è addirittura peggio dell'indulto, che già era inconcepibile ma almeno si applicava a persone che di fatto erano state condannate. Con questa nuova legge, invece, per molti criminali (soprattutto quelli ricchi e potenti) non si arriverà nemmeno al processo, con buona pace delle vittime dei reati.

Alcuni mi hanno dato dell'ingenuo, dicendo che non devo stupirmi per queste cose e che non vale la pena di scaldarmi, perchè tanto i politici fanno sempre quello che vogliono. Ad essi rispondo che, quando una cosa è sbagliata, rimane sbagliata anche se "così fan tutti", e che il cosiddetto cinismo non è un buon motivo per mettermi da parte accettando tutto passivamente.

Rimane ancora una tenue possibilità che il ddl non si traduca in legge, qualora il Presidente della Repubblica decidesse di non firmarlo. Invito quindi tutti voi lettori ad aderire all'appello proposto dal sito di Repubblica (qui) contro questa ennesima legge-vergogna.


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Dal sito www.Repubblica.it, 12/06/2009



Intercettazioni, ecco come la riforma toglie spazio ai pm e limita la stampa
Da Lady Asl agli immobiliaristi: l'obbligo di indizi "evidenti" impedirebbe molti controlli
Tangenti, "furbetti" e Calciopoli: le verità che non avremmo saputo


ROMA - Gli orrori della clinica Santa Rita di Milano? Sarebbero rimasti ben segreti. Le partite truccate di Calciopoli? Avrebbero continuato a essere giocate. L'odioso stupro della Caffarella? Gli autori sarebbero ancora liberi. Il sequestro dell'imam Abu Omar? I pm di Milano non l'avrebbero mai scoperto. E gli agenti del Sismi che collaborarono con la Cia non avrebbero mai lasciata impressa sul nastro la fatidica frase "quell'operazione è stata illegale".
Lady Asl e la truffa della sanità nel Lazio? La cupola degli amministratori regionali avrebbe continuato ad operare indisturbata. I furbetti del quartierino? Per le scalate Antonveneta e Bnl forse non ci sarebbero stati gli "evidenti indizi di colpevolezza" per mettere i telefoni sotto controllo. A rischio le inchieste potentine di Henry John Woodcock, Vallettopoli, Savoiopoli, affaire Total, tangenti Inail, dove i nastri hanno continuato a girare per otto-nove mesi prima di produrre prove, e quelle calabresi (Poseidone, Toghe lucane, Why not) dell'ormai deputato europeo Luigi De Magistris.
Una moria impressionante, in cui cadono processi famosi e meno famosi, in cui le indagini sulla mafia sono messe a rischio perché non si potrà più mettere sotto controllo telefoni per truffa ed estorsione. Si salva Parmalat dove, come assicurano i pm di Milano e di Parma, le intercettazioni non furono determinanti né per arrestare Calisto Tanzi in quel dicembre 2003, né per accertare ragioni e colpevoli del crack. Ha detto e continua a dire l'Anm con una frase ad effetto, "è la morte della giustizia penale in Italia".
Nelle stesse ore in cui alla Camera, con il concorso dell'opposizione nonostante l'appello del giorno prima a Napolitano di Pd, Idv, Udc, si approva la legge sugli ascolti, nelle procure italiane, tra lo sconcerto e l'irritazione delle toghe, si fanno i conti delle intercettazioni che non si potranno più fare in futuro e di quelle che, in un passato recente, non sarebbero mai state possibili. E, anche se fossero state fatte, non si sarebbero mai potute pubblicare, né nella versione integrale, né tantomeno per riassunto.
Le indagini cadono su due punti chiave della legge: "evidenti indizi di colpevolezza" per ottenere un nastro, solo 60 giorni per registrare. Così schiatta l'indagine sulla clinica Santa Rita che parte con una truffa ai danni dello Stato per via dei rimborsi gonfiati e finisce per rivelare che si operava anche quando non era necessario. Non solo sarebbero mancati gli "evidenti indizi" (se ci fossero stati i pm Pradella e Siciliano avrebbero proceduto con gli arresti), ma non si sarebbe andati avanti per undici mesi, dal 4 luglio 2007 al 24 giugno 2008. Giusto a metà, era settembre, ecco le prime allusioni a un reparto dove accadevano "fatti gravi". Niente ascolti, niente testi sui giornali, niente versione integrale letta al processo, niente clinica costretta a cambiare nome per la vergogna.
Cambia corso il caso Abu Omar, nato come un sequestro di persona semplice contro ignoti. Solo due mesi di tape. Ma la telefonata chiave, quando l'imam libero per una settimana racconta alla moglie la dinamica del sequestro, giunge solo allo scadere dei 12 mesi d'ascolto. In più la signora, in quanto vittima, non avrebbe mai dato l'ok a sentire il suo telefono, come stabilisce la nuova legge.
Per un traffico organizzato di rifiuti a Milano, dove arrivava abusivamente anche la monnezza della Campania, hanno fatto 1.500 intercettazioni per sei mesi. Solo dopo i primi due s'è scoperto cosa arrivava dal Sud. In futuro impossibile. Come gli accertamenti che fanno scoprire i mafiosi. A Palermo hanno intercettato l'imprenditore Benedetto Valenza per quattro mesi: dalla truffa e dalla frode nelle pubbliche forniture sono arrivati a scoprire che riciclava i soldi del clan Vitale e forniva cemento depotenziato pure agli aeroporti di Birgi e Punta Raisi. Idem per l'inchiesta contro gli amministratori di Canicattì e Comitini che inizia per abuso d'ufficio e corruzione e approda a un maxi processo contro le cosche di Agrigento. Telefoni sotto controllo per sei mesi, ormai niente da fare.
"La gente sarà meno sicura" dicono i magistrati. E citano lo stupro della Caffarella d'inizio anno. Due arresti sbagliati (i rumeni Ractz e Loyos), il vanto di aver fatto tutto "senza intercettazioni", poi il ricorso all'ascolto sul telefono rubato alla vittima. Domani impossibile perché in un delitto contro ignoti si può intercettare solo il numero "nella disponibilità della persona offesa". Assurdo? Contraddittorio? Sì, ma ormai è legge.

martedì 14 aprile 2009

ECONOMIA E SOSTENIBILITA' – QUANTO STIAMO DAVVERO BENE?

Per poter descrivere rapidamente lo stato di un Paese sono necessari indici "di sintesi", cioè indici che in una sola cifra forniscono informazioni di carattere generale. L'esempio più famoso in questo senso è il PIL (Prodotto Interno Lordo) che rappresenta il valore complessivo dei beni e servizi prodotti all'interno di un Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente un anno) e destinati ad usi finali. Il punto di forza di questi indicatori (cioè l'estrema sinteticità) costituisce tuttavia anche la loro maggiore debolezza, poichè si prestano ad essere male interpretati. Il PIL, infatti, è generalmente utilizzato come indicatore del benessere e dello sviluppo della popolazione, anche se di fatto tale utilizzo è improprio e fuorviante... (leggi tutto)

mercoledì 8 aprile 2009

NO ALLA CACCIA SELVAGGIA


Ho aggiornato il mio blog "Attualità in pillole" con un articolo su un preoccupante disegno di legge del sen. Franco Orsi in materia di caccia. Potete leggerlo cliccando qui.

domenica 22 marzo 2009

RIFIUTI ZERO

Recentemente ho avuto modo di informarmi un po' su una nuova interessante teoria con obiettivi culturali ed ambientali piuttosto ambiziosi: la teoria Rifiuti Zero.

Semplificando, questa teoria rovescia il punto di vista attualmente predominante, cioè parte dal presupposto che la produzione di rifiuti non sia affatto inevitabile, anzi sia un errore. Se in un processo viene prodotto un rifiuto c'è qualcosa di sbagliato, da cambiare.

A sua volta questa affermazione si basa su alcuni concetti di ecologia ormai consolidati, che cerco di riassumere.

Sopravvivere in natura comporta una competizione discretamente feroce, e questo vale per tutti gli organismi, dai batteri in su. L'evoluzione naturale ha portato ciascun gruppo di esseri viventi a trovare la propria “nicchia ecologica”, cioè il proprio modo di sopravvivere senza entrare troppo in competizione con altri organismi. Questo ha fatto sì che gli “scarti” (passatemi il termine) prodotti da alcuni esseri viventi divenissero una risorsa per altri, e che si instaurassero dei veri e propri cicli chiusi, con un riutilizzo infinito e pressochè completo degli elementi chimici che compongono la crosta terrestre.

Utilizzando una terminologia più corretta si parla appunto di “cicli bio-geo-chimici”, ad indicare l'insieme delle trasformazioni chimiche e biologiche che avvengono in natura e che riguardano tutti gli elementi come carbonio, ossigeno, azoto, zolfo, fosforo, ecc... in un ciclo chiuso senza fine e senza sprechi.

L'uomo ha invece interrotto questi cicli, inventando processi produttivi di tipo “lineare”, che iniziano con il consumo di risorse e finiscono con la produzione di rifiuti, senza considerare il destino dei rifiuti stessi.

In realtà molti dei rifiuti prodotti possono essere smaltiti dall'ambiente naturale, ma i tempi necessari sono molto più lunghi rispetto ai ritmi con cui i rifiuti stessi vengono prodotti, quindi di fatto i rifiuti si accumulano sempre più.

Altri tipi di rifiuti, invece, non possono essere facilmente smaltiti dalla natura, e anche in questo caso la spiegazione si trova nell'evoluzione naturale e nelle nicchie ecologiche. Gli ecosistemi infatti si sono evoluti in modo da riutilizzare solo le molecole disponibili, non “tutte” le molecole (vista l'aspra competizione per la sopravvivenza, che senso avrebbe per un qualsiasi gruppo di organismi sviluppare col tempo un metodo per -che so- digerire il PVC se nel proprio ambiente di PVC non ce n'è?). Ecco quindi che tutti quei rifiuti provenienti da sostanza estratte dalle profondità della crosta terrestre, o profondamente trasformate con processi artificiali, non sono biodegradabili. In altre parole, quelle sostanze non hanno mai fatto parte di una nicchia ecologica per nessun organismo, quindi non si sono mai evoluti meccanismi in grado di riutilizzarle.

Con il passare dei secoli e lo svilupparsi delle tecnologie, l'uomo ha interiorizzato il concetto che la produzione di rifiuti, per quanto deprecabile, non possa essere evitata (anche alcuni miei insegnanti, spiegando la gestione dei rifiuti, partivano dal presupposto che “tutte le attività umane producono rifiuti”). L'attenzione quindi si è concentrata su come “smaltirli”, affrontando così solo una parte del problema, mentre l'approccio più efficiente in assoluto (in realtà l'unico veramente corretto) è concentrarsi su come “produrne meno”, o addirittura “non produrne affatto” (rifiuti zero).

Qui il problema esce dal campo strettamente scientifico/tecnico e si sposta con prepotenza sul piano economico/sociale, perchè si vanno ad intaccare direttamente le nostre abitudini, le nostre comodità e anche le nostre tasche.

Prendiamo ad esempio gli imballaggi (scatole, pacchi, sacchetti, casse, pellicole, ecc...), che costituiscono una frazione molto importante dei rifiuti urbani. Per inquadrare il problema pensate ad esempio un fast-food, e pensate al volume del cibo paragonato al volume di plastica e carta che poi viene buttato -tutto insieme senza separazione- come rifiuto. Altri esempi calzanti possono essere essere quelli delle monoporzioni di cibo preconfezionato, o delle merendine imbustate una ad una dentro alla scatola di cartone a sua volta dentro alla busta in plastica, ecc...

Ebbene, rifiuti zero significa anche ridurre al minimo gli imballaggi delle merci, ma questo comporta:

- Più scomodità per il consumatore, che non troverebbe la merce già porzionata, pulita, pronta al consumo;

- Minori introiti economici per le imprese che producono gli imballaggi e che li utilizzano per pubblicizzare il prodotto;

- Minori introiti economici per le imprese che riciclano i rifiuti (e stiamo parlando di cifre immense, come testimoniato già nel 1992 da un pentito di mafia che riferì nel carcere di Vicenza che “la monnezza è oro”).

Si tratterebbe in sostanza di sostituire la cultura imperante del “consuma, goditi la vita e non pensare a nulla” con una cultura più austera e consapevole, che è un cambiamento piuttosto radicale, anche perchè -e qui torniamo di nuovo all'ecologa- non è solo una questione di cultura, ma anche di istinto.

Essendo animali, infatti, anche noi umani siamo “programmati” per la lotta alla sopravvivenza. Come tutti gli esseri viventi, abbiamo scritto dentro al nostro codice genetico che dobbiamo sempre cercare di aumentare al massimo le nostre prospettive di sopravvivenza, quindi: più risorse = bene; meno risorse = male.

Analogamente: consumo di risorse = bene (perchè gli animali allo stato brado non sanno quando mangeranno la volta successiva, quindi consumano tutte le risorse che possono non appena le hanno a disposizione), mentre auto-limitarsi nel consumo di risorse = male (perchè potrebbe “rubarle” qualcun altro, riducendo le nostre possibilità di sopravvivenza). A questo proposito è emblematico un esempio che ho studiato all'università nel corso di etologia, in cui un falco appena dopo un pasto si era trovato per caso vicino ad un topo. Ebbene, avendo la pancia piena, il falco avrebbe potuto tranquillamente lasciar vivere il topo, invece lo ha immediatamente ucciso, lasciandolo lì senza mangiarlo. Questo apparente “spreco” deriva proprio dall'istinto di uccidere le prede che il falco “deve” avere, perchè se quell'istinto non fosse presente, il falco non potrebbe sostenere la lotta per la sopravvivenza. Anche noi umani abbiamo dentro lo stesso tipo di istinto, che ci porta ad accumulare risorse sempre e comunque, anche scapito degli altri.

Inoltre, come per tutti gli esseri viventi, dentro al nostro codice genetico manca completamente la preoccupazione per il destino dei rifiuti che produciamo (tanto, se fossimo animali allo stato brado, ci sarebbero altri organismi che vivrebbero proprio grazie ai nostri scarti, quindi il problema non si porrebbe). Ci basta non averli troppo vicino a noi, per evitare malattie.

Infine, come per gli altri animali, nel nostro codice genetico è molto ridotto l'istinto di preoccuparsi astrattamente del benessere delle generazioni future (che infatti è normalmente è limitato ai nostri figli), perchè generalmente in natura le risorse sono talmente poche che l'unica auto-limitazione sensata al consumo è quella che permette ai nostri figli di crescere abbastanza da poter provvedere autonomamente a sé stessi.

Ora, tutti questi istinti sono giustificati e funzionali alla sopravvivenza solo in condizioni di perenne scarsità di risorse, condizioni che (almeno nella nostra parte di mondo) la tecnologia ha permesso di superare. E' facilmente intuibile che al contrario, in condizioni di abbondanza di risorse, gli stessi istinti possano portare al rapido sovrasfruttamento dell'ambiente e quindi ad una quasi-estinzione (evento che infatti talvolta capita in natura, perchè gli altri animali non hanno gli strumenti culturali per poter controllare i loro istinti).

Da questo lungo discorso si capisce allora come il cambiamento di mentalità necessario per il successo della teoria “rifiuti zero” sia estremamente profondo. Prendere coscienza degli istinti naturali che fanno parte di tutti noi è fondamentale non per giustificare un eccessivo consumismo, ma per capirne l'origine. In questa ottica non stupisce che il messaggio di fondo di quasi tutte le pubblicità sia proprio “consuma, goditi la vita e non pensare a nulla” e che abbia un enorme successo commerciale perchè si rivolge direttamente ai medesimi istinti. Di più ancora: la conoscenza di questi meccanismi, oltre a permetterci di comportarci consapevolmente, può favorire il cambiamento aiutandoci a far leva su un altro istinto scritto nel nostro DNA, forse il più potente di tutti: quello di non portare la nostra stessa specie all'estinzione.

mercoledì 4 febbraio 2009

L'ANGOLO SERIO - GIUSTIZIA? QUALE GIUSTIZIA?


Come promesso, dedico un secondo post al problema giustizia, facendo seguito al precedente. Abbiate pazienza, dal prossimo aggiornamento torneremo ad argomenti più leggeri, però ci sono volte in cui non si può tacere, e oggi è una di queste.


Il post è piuttosto lungo, ma vi invito ad arrivare fino in fondo... se ne avete lo stomaco.


Per prima cosa parliamo della manifestazione dello scorso 28/01 in Piazza Farnese a Roma. Come promesso, vi segnalo i collegamenti ad alcuni video su youtube:
- Intervento di Sonia Alfano (
parte1 - parte2), dell'Associazione Familiari Vittime della Mafia.
- Intervento di Salvatore Borsellino (
parte1 - parte2), fratello del giudice Paolo Borsellino ucciso dalla mafia. E' una testimonianza straziante.
- Intervento di Marco Travaglio (
parte1 - parte2 - parte3 - parte4). E' lungo in tutto una mezz'oretta. Se non avete tempo guardatevi almeno la parte 3: spiega con allucinante chiarezza cosa è successo e cosa sta succedendo a Catanzaro intorno alle inchieste di De Magistris.
- Intervento di Beppe Grillo (
completo).
- Intervento di Antonio Di Pietro (
parte1 - parte2).


A proposito di Di Pietro, mi riallaccio a tutto il clamore che è stato artificiosamente creato intorno a certe sue dichiarazioni. Mai avrei pensato di scrivere difendendo un politico, ma qui si va oltre la decenza! Tutti i giornali hanno scritto a caratteri cubitali che Di Pietro avrebbe offeso Napolitano in modo gravissimo, dicendo che il Presidente della Repubblica non ha protestato di fronte alla legge Alfano, e che il silenzio è mafioso. Quindi, ecco l'allusione, Di Pietro avrebbe in buona sostanza accusato Napolitano di essere mafioso. Ebbene, tutto questo è falso. Le due frasi, maliziosamente accostate l'una all'altra dai giornalisti, in realtà sono state pronunciate in due punti diversi del discorso ed in contesti differenti. Per verificarlo basta guardarsi la registrazione su Youtube (vedi link qui sopra). Sono solo 3-4 minuti di video, chiunque ce la può fare. Ma non basta l'attacco mediatico spudoratamente falso e pretestuoso: ora Di Pietro è anche stato denunciato penalmente nientemeno che dal Presidente delle Camere Penali, Oreste Dominioni. E' una carica importante, quindi conferisce credibilità alle accuse... peccato che il buon Dominioni sia anche uno degli avvocati di Berlusconi, nonché di Dell'Utri (ma questo, ovviamente, nessuno l'ha detto).


L'ultima parte riguarda il disegno di legge (porcata) sulle intercettazioni che destra e sinistra senza distinzioni si stanno affannando ad approvare, spacciandolo come utilissimo per tutti gli italiani.
Qui trovate un ottimo articolo del Procuratore Bruno Tinti che spiega con chiarezza disarmante le conseguenze disastrose (non posso definirle diversamente) che avrà la legge porcata; qui trovate un video di Marco Travaglio sullo stesso argomento.
Provo a riassumere con parole mie:
1 – Sarà difficilissimo per un PM ottenere l'autorizzazione ad intercettare un qualsiasi telefono, perchè le domande andranno rivolte non al proprio tribunale, ma al tribunale del capoluogo di distretto (grossomodo coincidente con il capoluogo di una regione), allegando una copia di tutti gli atti dell'indagine. Cioè, per fare un esempio grossolano, tutti i PM dell'Emilia-Romagna dovranno, per intercettare ogni singolo telefono, chiedere l'autorizzazione a Bologna allegando decine se non centinaia di pagine di documenti. Poi a Bologna ci dovrà essere un giudice che si legga tutti gli atti e decida se concedere l'autorizzazione ad intercettare un singolo telefono oppure no. E' facile prevedere ingorghi di proporzioni bibliche e tempi geologici per farsi autorizzare anche solo un'intercettazione, vanificando il tutto (anche perchè i criminali certo non aspettano).
2 – Le intercettazioni potranno durare un solo mese, al massimo prorogabile di un altro mese. Già questo non ha senso se consideriamo che le indagini possono durare un intero anno (perchè non permettere le intercettazioni per tutta la durata dell'indagine?), inoltre se un PM il 59° giorno dell'intercettazione scopre qualcosa di grave, dovrà comunque smettere di intercettare l'indagato, lasciandosi sfuggire la possibilità di scoprire e perseguire efficacemente i reati commessi.
3 – Ma ancora non basta. Nel caso di denunce contro ignoti (es. la mafia che brucia il negozio a un commerciante che non paga il pizzo), le intercettazioni si potranno fare solo su richiesta della parte offesa per le proprie utenze telefoniche. Cioè: il commerciante deve chiedere alla procura di mettere sotto controllo il suo telefono. In questo modo, se il PM scopre qualcosa e si finisce in tribunale, la mafia viene a sapere dell'esistenza delle intercettazioni e cioè viene a sapere che è stato necessariamente il commerciante a richiederle (perchè non esiste alternativa), quindi sa con certezza su chi vendicarsi. Ora, se io fossi un commerciante a cui hanno già bruciato il negozio, non credo che mi imbarcherei in uno scontro frontale di questo tipo con la mafia...
4 – Andiamo avanti: sempre nelle denunce a carico di ignoti le intercettazioni dovranno essere utilizzate al solo scopo di scoprire il colpevole del reato denunciato. Questa affermazione apparentemente sembra sensata, invece poniamo che significa che un magistrato, intercettando una persona per un certo reato (es. incendio doloso del negozio di prima), scopra che è stato commesso un altro reato (es. estorsione, omicidio, una tangente, un altro incendio doloso...). Ebbene, siccome il secondo reato non c'entra nulla con il primo,
il PM non può utilizzare quell'informazione per avviare un'altra indagine, come se non l'avesse nemmeno sentita!!!
5 –
Ed ora, dulcis in fundo, la perla più preziosa, quella che spazza via tutto quello che ho scritto fino ad ora, e che si trova -pensate- nella sostituzione di un'unica, piccola parola del testo di legge. Le intercettazioni si potranno fare non più quando sussistono “gravi indizi di reato”, ma quando sussistono “gravi indizi di colpevolezza”. In altre parole, il PM non potrà più intercettare quando sa che è stato commesso un reato (anche se non sa come e da chi), ma potrà intercettare solo quando sa già chi è il colpevole del reato. Per avere un'idea della portata di questa modifica, basta dire che i “gravi indizi di colpevolezza” sono il requisito per mettere una persona in carcere. Ne consegue che le intercettazioni si potranno fare solo quando non serviranno più, perchè ci saranno già abbastanza prove per mettere una persona in carcere!!! Tanto valeva scrivere nero su bianco che le intercettazioni non si possono più fare.


Ora, tutti sanno che questa legge non è né richiesta, né utile, né tantomeno urgente e necessaria per la gente comune, ma serve solo alla Casta per coprire i suoi loschi traffici. Il problema è che contemporaneamente coprirà anche i traffici dei criminali comuni e soprattutto è il più grande regalo che si possa mai fare alla mafia.


...e tutto questo succede mentre negli Stati Uniti un ministro appena nominato si è dimesso solo perchè i giornali hanno scoperto che per un anno e mezzo non ha pagato i contributi alla colf!!!


Non si può stare zitti di fronte ad una vergogna del genere, allora faccio mio l'appello che lancia Marco Travaglio tutte le settimane dal suo blog:


passate parola.


Luca.


PS = E' passato solo un giorno dal post e ho già scoperto che la Casta ne sta combinando un'altra! Ormai non riesco più a stargli dietro! I politici continuano a fare di tutto per controllare i propri controllori, e questa volta il bersaglio è nientemeno che la Corte dei Conti. Qui trovate un video del giornalista Gian Antonio Stella che spiega sinteticamente tutto in 3 minuti.


mercoledì 28 gennaio 2009

L'ANGOLO SERIO - IO SO


Io so che oggi in Italia la giustizia è un problema, ma non per colpa dei magistrati che scoprono i reati, bensì per colpa di chi quei reati li commette.
Io so che la legge per limitare le intercettazioni non serve ai cittadini onesti, ma a chi ha la coda di paglia e non vuole che certi traffici siano scoperti.
Io so che il comportamento di magistrati come De Magistris, Forleo, Apicella, Nuzzi, Verasani è stato giudicato conforme alla legge, quindi hanno fatto il loro dovere, e proprio per questo sono stati puniti.
Io so che la riforma della giustizia che destra e sinistra vogliono mettere in atto serve a portare le indagini e i processi sotto il potere politico, e che questo si chiama regime.
Io so che l'informazione in Italia è in gran parte sotto il controllo del potere politico ed economico, distorce i fatti e manipola l'opinione pubblica, e che anche questo si chiama regime.
Io so che alle scorse elezioni chi siede in parlamento è stato deciso dai capi di partito e non dai cittadini, quindi i parlamentari lavorano nell'interesse del partito che li ha nominati, non dei cittadini che li hanno eletti.
Io so che la Costituzione italiana stabilisce all'art. 3 che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, mentre invece esistono 4 cittadini che possono commettere qualsiasi reato senza il rischio di essere puniti, e che queste persone si chiamano Berlusconi, Fini, Schifani e Napolitano.
Io so che la mafia si comporta come un parassita, succhiando le risorse dalla parte sana del Paese per ingrassare se stessa senza riguardi per nessuno, e che nelle condizioni dell'Italia di oggi la mafia prospera.
Io so che oggi a Roma a Piazza Farnese è in corso una manifestazione in difesa della Costituzione e della giustizia, organizzata dall'Associazione Nazionale dei familiari delle vittime della mafia, che potete seguire anche da questo blog, e di cui naturlmente nessuna televisione e nessun giornale ha dato notizia.
Io so che la contiguità tra politica, affari e criminalità è sempre esistita ed esisterà sempre, e che i potenti saranno sempre favoriti, mentre i cittadini comuni faranno sempre fatica a far valere i loro diritti. Ma so anche che questo non è un buon motivo per accettarlo e rassegnarsi.

Luca Bonisoli.
PS = nei prossimi giorni pubblicherò i link ai vari interventi e ai commenti relativi alla manifestazione.

domenica 16 novembre 2008

L'ANGOLO SERIO - FREE BLOGGER

E' attualmente al vaglio della Commissione Cultura della Camera un disegno di legge (DdL C 1269) che da molti è già stato ribattezzato "ammazza-blog".
Il testo proposto discende della proposta di legge "Levi-Prodi" dell'anno scorso (ritirata dopo le proteste di massa degli internauti), e se dovesse diventare legge potrebbe portare serie ripercussioni nel mondo dei blogger. Vediamo perchè:

Ai sensi dell'art. 2 viene definito prodotto editoriale "qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso".
Questa definizione è talmente ampia da risultare onnicomprensiva, e include al suo interno tutti i blog, ma non solo: gran parte dei contenuti pubblicati su internet potrebbero rientrare nella definizione di "prodotto editoriale" senza troppi sforzi.

E qui arriva la prima "gabola": il testo di legge stabilisce che non sono "editoriali" (e quindi sono esclusi da tutti gli obblighi che spiegherò dopo) i prodotti destinati alla "sola informazione". Ma quali blog o siti internet possono dirsi destinati solo all'informazione senza fare (nemmeno in parte) formazione, divulgazione o intrattenimento? Al massimo quelli giornalistici. E perchè quei blog o siti non dovrebbero essere considerati "prodotto editoriale", al pari -ad esempio- di un webcomic o del sito di una catena di negozi?

Tornando a noi, tenere un blog o pubblicare contenuti su internet (se sono "prodotti editoriali") ai sensi dell'art. 6 è "attività editoriale", anche se effettuata in forma privata e senza fini di lucro. Cosa comporta questo?

Essenzialmente l'obbligo di iscriversi al "Registro degli Operatori di Comunicazione" (art. 7). L'iscrizione al R.O.C. è equiparata alla registrazione di una testata presso il tribunale, ed è necessaria prima ancora di poter iniziare a pubblicare. Quindi se io pubblicassi nel mio blog un webcomic (!) senza iscrivermi al R.O.C. compirei il reato di stampa clandestina.

Non solo: il disegno di legge prevede (art. 8) che all'attività editoriale svolta su internet si applichino le stesse norme penali relative ai reati a mezzo stampa. Di conseguenza, ciò che fino ad oggi era la semplice espressione di un'opinione personale sul proprio blog potrebbe in futuro diventare reato di diffamazione a mezzo stampa.

"Ma è impossibile -si potrebbe obiettare- che il legislatore voglia imporre una regolamentazione così severa ai semplici blog personali!"
E qui arriva la seconda "gabola". Apparentemente il legislatore esclude espressamente i blog da tutti questi obblighi e da tutte queste responsabilità, ma in realtà non è affatto detto che funzioni così.

L'art. 8 comma 3 stabilisce infatti che "Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro".
Ma cosa significa "organizzazione imprenditoriale del lavoro"? L'Agenzia delle Entrate non si è ancora pronunciata in modo espresso a riguardo, ma abitualmente comprende qualsiasi attività continuativa che genera introiti.

Ecco quindi che cominciano a delinearsi alcuni possibili scenari:
Chi pubblica annunci pubblicitari (banner) sul proprio blog, compreso il diffusissimo Google AdSense, potrebbe ricadere nell'obbligo di iscriversi al R.O.C. e se non ottempera può incorrere nel reato di stampa clandestina.
Analogamente, chi promuove prodotti (libri, fumetti, automobili, film, computer...) sul proprio sito potrebbe ricadere nell'obbligo di iscriversi al R.O.C. e se non ottempera può incorrere nel reato di stampa clandestina.

In conclusione, viste le norme estremamente vaghe, e l'alto grado di incertezza riguardo alle possibili conseguenze penali di comportamenti diffusissimi e assolutamente normali su internet in tutto il resto del mondo (con la possibile esclusione di qualche paese sottoposto a regimi che non è bene prendere come esempio), se il testo attuale dovesse diventare legge sarebbe facile prevedere la chiusura in massa di molti blog privati (compreso il mio), tanto per non rischiare.

Che tristezza, però.

Per chi vuole approfondire segnalo il testo del disegno di legge e tre articoli:
- Dal blog di Beppe Grillo
- Dal sito di Punto Informatico
- Dal blog di Daniele Minotti

lunedì 15 ottobre 2007

BLOG ACTION DAY PER L'AMBIENTE


Mi unisco al Blog Action Day a favore dell'ambiente con mezza giornata di ritardo ma con grande entusiasmo, visto che, tra l'altro, l'ambiente è proprio il mio campo di studio e di lavoro.
Avendo studato Scienze Naturali all'università e lavorando come consulente in materia di ambiente e sicurezza, infatti, ho avuto occasione di fare un po' di esperienza, perciò vorrei dedicare questo post a un argomento di cui mi occupo con una certa frequenza: i rifiuti.
Tutti sanno che di rifiuti se ne producono molti, ma non tutti si rendono conto veramente delle enormi quantità in gioco fino a quando non fanno una visita ad una disarica (e sto parlando delle discariche vere, non delle isole ecologiche comunali). Provare ad immaginarsi un'intera collina fatta di rifiuti può aiutare, ma camminarci sopra è tutta un'altra cosa!
La produzione di rifiuti in Italia (che dovrebbe diminuire, invece aumenta) negli ultimi anni sta diventando un problema, anche perchè lo smaltimento non è così scontato. Tutti possiamo e dobbiamo fare qualcosa per evitare prima o poi di finire sommersi dai rifiuti. Cosa? Cercare di produrre meno rifiuti e riciclarne il più possibile. Per qualche consiglio pratico da applicare alla vita di tutti i giorni potete leggere questa pagina tratta dal sito del WWF.
Meditate, gente, meditate...

venerdì 28 settembre 2007

L'ANGOLO SERIO

Foto da Repubblica.it

Un piccolo post per sostenere la campagna Free Burma.
Come probabilmente sapete, la Birmania sta vivendo momenti drammatici, che vedono i monaci buddisti subire una violenta repressione la quale ha causato già 9 morti e la persecuzione dei giornalisti stranieri.
E' stato proposto un piccolo gesto che chiunque può fare per mostrare solidarietà ai monaci della Birmania: indossare qualcosa di colore ROSSO nella giornata di oggi. Simbolicamente allora ho deciso di far "indossare" al mio blog il colore rosso, in sostituzione del tradizionale verde.
Invito tutti i lettori di questo post a lasciare un commento e a diffondere l'iniziativa.
Luca.