venerdì 14 settembre 2007

AGENZIA INCANTESIMI 2 (disegni: EdenStudio)

Tra tutte le fasi creative di un fumetto, quella che probabilmente mi riesce più congeniale è la colorazione.
In questo blog pubblicherò i miei lavori più riusciti, cominciando con una piccola "retrospettiva": circa un anno fa ho avuto occasione di colorare le tavole della storia "La Vendetta dei Goblin", sceneggiata e disegnata dalle strepitose ragazze di EdenStudio (Francesca Da Sacco, Michela Da Sacco e Manuela Soriani) e pubblicata dalla Star Comics nell'albo Agenzia Incantesimi 2.
Sotto trovate alcune tavole dell'albo.
Se vi interessa saperne di più sulle autrici, seguite i link che ho seminato in questo post oppure guardate nella sezione "links" a destra nella pagina.
E non perdetevi Agenzia Incantesimi 3, in uscita a Lucca, dove le ragazze di EdenStudio saranno presenti con altre due storie!

P.S. = Non posso presentare le tavole di AI2 senza nominare anche la simpaticissima Sonia Grossi ed il grande Ivan Annibali che mi hanno dato un'indispensabile mano con le basi di colore quando i tempi stringevano davvero e avevo fallito il tentativo di sdoppiarmi... :-)

P.P.S. = Sonia, se leggi questo post e hai un tuo blog, mandami l'indirizzo che ti linko!


Tavole 1 e 16 (disegni di Francesca Da Sacco)



Tavole 6 e 7 (disegni di Manuela Soriani)



Tavole 4 e 13 (disegni di Michela Da Sacco)

martedì 11 settembre 2007

IL DRAGONE E LA COLOMBA - CAPITOLO 2


Pochi giorni dopo Sly Tarantola stava trotterellando allegramente verso casa con un sorriso ebete stampato sul volto mentre con vile cupidigia soppesava tra le mani il sacchetto della ricompensa. Avvicinandosi alla sua dimora -un piccolo appartamento al primo piano di una catapecchia poco più che decente- Sly pregustava quello che si sarebbe potuto permettere con le cinquanta scintillanti monete d’oro appena guadagnate: niente più affitto, una bella rinnovata al guardaroba, quella graziosa catena d’oro da dodici chili che fa tanto macho, e soprattutto un sacco di donne! Nessuna resiste al fascino di un po’ di ricchezza sapientemente ostentata…

- Signor TARANTOLA!

Sly fu bruscamente riportato alla realtà dalla voce tonante di Erselinda Mogg, la sua padrona di casa, un donnone colossale che in quel momento gli stava venendo incontro con lo sguardo truce ed il mattarello brandito come una clava. Incapace di ignorare la preoccupante somiglianza tra la signora Mogg ed un cinghiale in carica, Sly deglutì e concluse ancora una volta che quella donna faceva molta, molta più paura di qualunque ricercato a cui avesse mai dato la caccia.

- Signor Tarantola! MI DEVE DEI SOLDI!

- B-buongiorno, signora Mogg… p-potrebbe spiegarmi meglio in che senso le devo dei soldi?


- Buongiorno un accidente! Mentre lei era in giro a correre dietro ai fuorilegge l’ha cercata un brutto ceffo, il marito di una delle sue amanti. Era su tutte le furie, si capisce, ed era venuto per darle una sana lezione! Il cielo sa quanto l’avrei aiutato volentieri, ma lui si è fissato con l’idea che io la stavo nascondendo, così mi è entrato in casa e ha cominciato a fare il matto! Ha sfasciato tre porte, due tavoli, un armadio e sei sedie, per non contare la stufa, la cassapanca e la ringhiera delle scale!


- M-ma io non…


- Non si azzardi nemmeno a dire che non c’entra! E’ tutta colpa sua! Se frequentasse gente per bene invece di donnette e criminali…


- Va bene, va bene, ho capito! Le pagherò i danni! Quanto vuole?


- Dia qua.


Con mossa fulminea il sacchetto della ricompensa sparì dalle mani di Sly per ricomparire in quelle della signora Mogg, che borbottando slacciò la cordicella e si mise a contare le monete d’oro. Poi ne rimise una decina nella mano di Sly, che era rimasto paralizzato dallo stupore, e nascose il resto tra le pieghe del vestito.


- La ringhiera non gliela faccio pagare, tanto la dovevo sostituire comunque.


- G-grazie…


- Per questa volta passi, ma faccia in modo che non succeda mai più! E si dia una rasata, che così sembra un barbone!


Sly continuò a rimanere immobile mentre osservava instupidito l’enorme fondoschiena della signora Mogg ondeggiare verso casa. Poi sospirò e si avviò mestamente lungo la scala (quella senza ringhiera) che portava alle sue stanze al primo piano.

“Dalle stelle alle stalle…” meditò rassegnato.

...continua!

IL DRAGONE E LA COLOMBA - CAPITOLO 1

Ansimando, l’omaccione noto come Big Burk si stava precipitando a rotta di collo nel dedalo di vicoli della parte vecchia della città, svoltando a casaccio a destra e a manca come un bufalo in un labirinto. Burk era un tagliagole, un poco di buono con una taglia sulla testa, e in quel momento stava tentando di seminare l’ennesimo cacciatore deciso a riscuotere. Purtroppo per lui quel cacciatore era piuttosto bravo, ed era riuscito a mettergli abbastanza paura da fare in modo che si intrappolasse da solo in uno dei vecchi vicoli a fondo cieco.Burk imprecò davanti al muro che gli sbarrava la strada e si voltò col fiato corto ed il cuore martellante. L’inseguitore era davanti a lui, non molto alto, snello, con i capelli castani lunghi fino al mento, il volto scavato e la barba di tre giorni. Era appoggiato con noncuranza ad una parete, e non sudava nemmeno.

- Non è possibile! Come hai fatto a trovarmi? Ho cambiato città, ho cambiato nome, mi sono pesino fatto una cicatrice in più! Non mi riconoscerebbe neppure mia madre!

- Tua madre non ti ha mai conosciuto, Burk, lo so che è morta di parto. So un sacco di cose su di te, ti ho dato la caccia per mesi.

Big Burk sogghignò ferocemente.

- Credi di essere l’unico? Ci hanno già provato in quattro, e hanno fatto tutti una brutta fine… la stessa che farò fare a te!

Il cacciatore si staccò dalla parete e si mise in guardia, con un lampo di sfida negli occhi.

- Accomodati.

Big Burk scattò in avanti urlando mentre caricava il pugno grosso come un maglio. Il cacciatore si muoveva lentamente, un bel bersaglio apparentemente facile. Ma quando Burke vibrò il colpo il cacciatore non c’era già più: era improvvisamente scivolato di lato e aveva afferrato il braccio che avrebbe dovuto colpirlo. Con una veloce rotazione delle anche il cacciatore trascinò Burk in un movimento circolare che aumentò ulteriormente l’inerzia del grosso ricercato, mandando il suo brutto grugno a schiantarsi violentemente contro il muro più vicino. Mentre Big Burk crollava a terra rintronato come una campana, il giovane cacciatore sorrise tra sé.

- Un’altra tacca sulla cintura del grande Sly Tarantola! Ed ora via, a incassare!

...continua!

LE AVVENTURE DI SLY TARANTOLA

Sono sempre stato un appassionato di giochi di ruolo fantasy e nel corso degli anni ho inventato molti personaggi. Tra i più riusciti c'è l'ultimo: il cacciatore di taglie Sly Tarantola.
Purtroppo la campagna che stavamo giocando è caduta prematuramente nell'oblio, ma il personaggio mi piaceva, così ho scritto un paio di brevi raccontini su di lui giusto per tenerlo vivo. Nelle prossime settimane li vedrete pubblicati "a puntate" su questo blog.
Attendo commenti!

Le avventure di Sly Tarantola
In un mondo medievaleggiante dove i draghi esistono davvero e gli incantesimi si manifestano invocando il potere di venticinque rune magiche, un giovane cacciatore di taglie indaga su misterriosi delitti. Azione, magia, mistero… e l’affitto da pagare tutti i mesi alla burbera signora Mogg!

Luca.

domenica 9 settembre 2007

COMINCIAMO...

Bene, è ora di iniziare a mettere qualcosa nel blog (che ho intenzione di aggiornare almeno settimanalmente... spero).



Questo è uno dei miei ultimi disegni. Il protagonista è un nuovo supereroe da me inventato, a cui sto lavorando segretamente da mesi nei pochi ritagli di tempo di cui dispongo. Ma chi è? Che poteri ha? Qual'è la sua storia?
Mistero! E' già tutto scritto, ma ve lo rivelerò col tempo (oppure potete cercare di indovinare!).
Tutto quello che posso dirvi è che il suo nome è Armstrong e il suo costume definitivo è un po' diverso da come appare qui.

Luca.